Ho sempre considerato Dio come la soluzione dei “grandi” problemi, delle situazioni “difficili”; il consigliere delle scelte importanti della mia vita. Poi, però, nella vita di tutti i giorni, avevo quasi il timore di disturbarlo, di farlo entrare nelle banalità, di sminuirlo della Sua onnipotenza per risolvere le mie “piccole” cose. Ma, erano poi così piccole? Un giorno, mentre mi arrabattavo nella mia quotidianità, nell’accingermi a leggere la Bibbia per la meditazione mattutina, un sentimento di “lontananza” da Dio mi pervase. Lui era lì, in alto…

Stavo leggendo il libro dell’Esodo, ed erano alcuni giorni ormai che, proprio per le mie “piccole” difficoltà, non riuscivo a trarre nessun insegnamento dalla lettura biblica. Ma quel giorno fui attirata dal versetto 32 del capitolo 28: “e l’apertura avrà all’intorno un’orlatura tessuta, come l’apertura d’una corazza, perché non si strappi”. Dio, il grande Dio, si preoccupava di un orlo! Precisazione superflua… per una sarta. Ma gli Israeliti… sapevano cucire? Non lo so, ma so che quella frase è diventata per me fondamentale (forse perché non so cucire!?). Il Dio onnipotente si occupa senz’altro delle grandi cose ma, proprio dall’alto della Sua onnipotenza, è attento anche ai minimi dettagli, niente gli sfugge, neppure le “piccole” difficoltà quotidiane. Sono proprio queste, infatti, che a volte ci impediscono di “sederci comodamente” per godere pienamente della Sua onnipotenza.

“Colui che insegnava agli uomini la via della pace e della felicità, provvedeva non solo alle loro necessità spirituali, ma anche a quelle materiali. Gli uditori di Gesù erano stanchi e le loro forze venivano meno. Vi erano delle madri con i figlioletti in braccio e altri attaccati alle gonne. Molti erano rimasti in piedi per tante ore; le parole del Maestro erano così interessanti che essi non avevano neppure pensato di sedersi, e non avrebbero neppure potuto farlo a motivo della calca così fitta. Vi era molta erba e Gesù li invitò a sedersi comodamente” (E.G.White, La Speranza dell’Uomo, p. 259).
Perché non sedersi comodamente e seguire le istruzioni per fare gli orli ai nostri “piccoli” strappi?
[Maria Antonietta Calà]