Certe mattine, Signore,mi alzo scoraggiata, disperata, rassegnata. Vorrei sdraiarmi come Elia sotto la ginestra e dirti: “Signore, ora basta!”. Ma subito tu mandi un angelo con pane e acqua.
Certe mattine, Signore,
sono affascinata dalla tua grandezza e dalla tua potenza, allora esclamo con Davide: “Con il mio Dio salgo sulle mura!”. Ma la sera sono costretta a confessarti che mi è mancato il coraggio di superare il più piccolo ostacolo nella fede.
Certe mattine, Signore,
mi sento forte come Paolo, sono pronta a lottare per te, a confessare ovunque il tuo nome. Ma la sera sento la tua domanda sommessa: “Mi vuoi bene?”.
Certe mattine, Signore,
mi faccio ispirare da Lidia, che con la sua ospitalità apriva la casa ai fratelli e alle sorelle in fede. Ma poi la sera devo ammettere di essere stata sì ospitale, ma a denti stretti.
Certe mattine, Signore,
mi sento come Agar nel deserto. Mi sento respinta, emarginata, scacciata. Ma tu mi trovi e mi conduci a una fonte di acqua fresca.
Certe mattine, Signore,
sono sopraffatta dalla tua grazia, perché sono salvata immeritatamente, gratuitamente. Nel corso del giorno però mi comporto come se potessi aggiungere qualcosa con le mie prestazioni.
Certe mattine, Signore,
il mio cuore si riempie di pace, perché tu ti occupi di me, perché tu hai contato persino i capelli sul mio capo, perché il tuo aiuto non arriva mai troppo tardi. Ma poi la tempesta si abbatte su di me con le sue onde e non sento più altro che la tua domanda: “Perché hai tanta paura?”.
Certe mattine, Signore,
esalto la tua misericordia e la tua fedeltà, che si rinnovano ogni giorno. La sera mi chiedi che ne è stato della mia misericordia nei confronti dei miei simili.
Certe mattine, Signore,
mi ripropongo di prendere seriamente l’esortazione di Paolo ai Filippesi. Nel mio rapporto con gli altri vorrei farmi guidare da tutte le cose vere e giuste, pure e amabili. E se c’è un qualche motivo di lode, vorrei rifletterci e anche esprimerlo. Ma già dopo poco, mentre sono al telefono, tutti i buoni propositi si sono dissolti nell’aria.
Signore, ti ringrazio per il tuo amore e la tua pazienza indicibili.
“Il Signore è pietoso e clemente, lento all’ira e ricco di bontà. Egli non ci tratta secondo i nostri peccati, e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così è grande la sua bontà verso quelli che lo temono. Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe. Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il Signore verso quelli che lo temono”. (Salmo 103:8,10-13)

Magdalene Ziegeler â Ethos 1/2002