Digiunare (Ebr. som; gr. nestéuo) digiuno (gr. nestéia), che non mangia – essere privo di cibo o fare a meno del cibo. I pagani digiunavano per timore dei demoni, come misura efficace per prepararsi all’incontro con le divinità; in segno di lutto, per la buona riuscita nella magia. Inoltre, era richiesto in certi riti della fertilità. Ad Atene ‘e nesteia’ è il nome dato al giorno del digiuno, celebrato nella festa della fecondità delle donne, nel mese di ottobre. L’astinenza sessuale rendeva più ricettivi le forze divine della fecondità. Presso gli israeliti alle manifestazioni di cordoglio per la morte di una persona cara si accompagnava di regola il digiuno (1 Samuele 31:13; 2 Samuele 1:12; 3:35), che generalmente durava fino al tramonto del sole, ma talvolta si prolungava per parecchi giorni ed era interrotto la sera con una parca cena (2 Samuele 3:35; Geremia 16:7; Ezechiele 24:17, 22; Osea 9:4)…. Il digiuno deve essere vissuto come segno di umiliazione dell’uomo nel cospetto di Dio (es.: i Niniviti); come segno è simbolo del ‘non ancora’ – la chiesa reclama con intensità il ritorno di Cristo e come distacco dalla realtà terrena, da tutto ciò che è ciclico come il mangiare, il giocare ecc., per vivere momenti di intensa spiritualità.

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