La grazia nell’A.T. è espressa in termini di misericordia, di perdono, di favore immeritato. Il termine grazia più coerente tra gli equivalenti nell’A.T., è il sostantivo Khēn (61 volte). Khēn illustra il significato storico-dinamico della «grazia» in rapporto di potere tra forte e debole, tra il santo e il peccatore, dove Dio agisce di sua spontanea volontà, mosso dal rapporto e dalla preghiera del debole. Tipica di questa relazione, considerata dal punto di vista del debole, è la formula: trovare grazia agli occhi di qualcuno = guadagnarsi il suo favore, benevolenza, inclinazione, quindi condiscendenza, comprensione.

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