Etimologicamente il termine Apocrifo (gr. Apocryphia), indica «cose nascoste o segrete» e quindi scritti che possono leggere in pochi e in segreto. Scritti esoterici! Nell’uso ecclesiastico apocrifo divenne il termine tecnico per designare quei libri che non si ritenevano facente parte del canone biblico, perché contenevano delle eresie. Chiamati anche a partire dal V secolo «eterodossi». Nel linguaggio ordinario del nostro tempo ciò che è apocrifo non è genuino, autentico, non ispirato da Dio. Gli apocrifi del Nuovo Testamento si possono raccogliere nel quattro gruppi: Vangeli apocrifi; Atti apocrifi degli Apostoli; Epistole e istruzioni pseudo-apostoliche; Apocalissi apocrife. Il più ampio è importante catalogo degli apocrifi neotestamentari lo troviamo nel decreto di Gelasiano de recipiendis et non recipiendis Scripturis, del IV secolo.

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