Sebbene la parola «ora» non sia assente nei sinottici, anche in relazione alla soffe–ren–za di Gesù (Mc 14:41; Lc 22:53); nel vangelo di Giovanni deve essere consi–de–rata come una sua espressione caratteristica in quanto lo scritto sembra, fin dalle prime pagine (in occasione del matrimonio di Cana[1] <#_ftn1> ) orientarsi verso quel momen–to topico: l’innalza–mento sulla croce, la sua gloria, passando da «l’ora mia non è ancora venuta» Gv 2:4; cfr7:30; 8:20 a «l’ora è venuta» 12:23; cfr 12:27,31; 13:1,31; 17:1. I testi offrono quindi que––sta lettura: «Gesù rispose loro, dicendo: «L’ora è venuta, che il Figlio dell’uo–mo dev’essere glorificato» 12:23; «Ora, l’animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salva–mi da quest’ora? Ma è per questo che sono venuto incontro a que–st’ora» 12:27; «Ora avviene il giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il prin–cipe di questo mondo» 12:31; «Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l’ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine»

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