Fin dalle prime pagine della Bibbia troviamo il delitto e il giudizio. Caino uccide suo fratello Abele. Il crimine appare all’inizio della storia umana. Caino s’impone come conquistatore. Il suo nome significa «acquisire». Ben presto intorno a lui sorge una città, con il suo commercio, le sue tecniche e i suoi giochi. Ma la macchia di sangue si estende. È come se il sangue versato gridasse la colpevolezza degli uomini e la triste disapprovazione di Dio […] Dio tenta di ostacolare il processo infernale della violenza; vuole evitare la vendetta. Si spinge perfino a proteggere colui che ha versato il sangue. Da ora in poi, l’uomo non ha veramente alcun pretesto da accampare per togliere la vita. Lo storico Pierre Chaunu osserva: «In tutta la storia dell’umanità, la tradizione giudeo-cristiana è l’unica che attribuisce all’uomo, e all’uomo solo, l’ingresso della morte nel suo destino… La morte, quindi, va imputata esclusivamente all’irresponsabilità dell’uomo… In questo modo la responsabilità di Dio è pienamente prosciolta»…

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