Quasi tutte le grandi religioni collegano la loro origine all’esperienza di qualche figura straordinaria. Per il Buddismo si tratta di Gauthama, per il Giudaismo di Mosè, per l’Islam di Maometto. Ma, in ogni caso, l’identità del fondatore è incidentale rispetto al contenuto del suo insegnamento. L’insegnamento merita di essere creduto perché è vero, si sostiene, e non perché capito che fosse scoperto e proclamato per la prima volta da questa particolare persona. Il fondatore è importante per gli insegnamenti che ha dato. Ma sono questi ad assumere l’importanza primaria, lasciandone al fondatore una secondaria. Con il Cristianesimo, Gesù non è soltanto uno che ha scoperto o proclamato per primo la sua dottrina. Egli stesso è l’oggetto fondamentale della fede che ha insegnato, il contenuto essenziale della sua dottrina. Il nocciolo della fede cristiana è formato da alcune affermazioni riguardanti il significato della persona di Gesù. Per i Cristiani, dunque, è proprio l’identità del fondatore che rende importante il suo insegnamento. Ciò capovolge la relazione che normalmente esiste tra il fondatore e le sue dottrine.

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