Il libro della Genesi serve da introduzione alla Bibbia, l’Apocalisse da conclusione. L’Apocalisse, in modo particolare, è l’ultimo messaggio del Dio d’amore ai suoi figli che vivono gli ultimi giorni prima, della conclusione della storia dell’uomo in rivolta contro Dio, della fine del male, della sofferenza e della morte. Infatti, il libro della Genesi e quello dell’Apocalisse costituiscono l’inizio e la fine delle scritture, l’Alfa e l’Omega. Se al libro della Genesi si poteva aggiungere qualcosa – gli altri 65 libri ispirati – l’Apocalisse ne è il suggello, nel senso che «nessuno può aggiungere o togliere qualcosa» (Apocalisse 22: 18,19). Essa è il coronamento sia del Nuovo sia dell’Antico Testamento. L’Apocalisse, «La rivelazione di Gesù Cristo», è un libro che dovrebbe occupare un posto d’onore nel nostro cuore, perché ci parla di Gesù e della sua opera redentrice in favore dell’umanità. Ci parla dell’origine del male e della sofferenza e, conseguentemente, del regista occulto e della sua opera negli ultimi giorni prima del ritorno di Cristo e del giudizio, della fine dei malvagi, quindi dei nuovi cieli e della nuova terra (Apocalisse 21: 1-8).

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