Gesù era un uomo che si muoveva fra la gente cercando il contatto personale. Non aveva stabilito un centro socio spirituale e sanitario, aspettando che la gente andasse da Lui, ma percorreva a piedi città e villaggi. Ciò significa che era un uomo fisicamente robusto, aperto, sensibile, ed entrava in contatto con le persone prendendo coscienza dei loro bisogni. Conosceva gli esseri umani perché riusciva ad entrare in sintonia con la loro vita interiore, ascoltando, condividendo e osservando e pregando per e con loro. Egli era un santuario vivente, una casa di cura spirituale, mentale e fisica senza fissa dimora. Nell’evangelo di Matteo 15:31, si legge: “La folla restò piena di stupore nel vedere che i muti parlavano, gli storpi erano guariti, gli zoppi camminavano, i ciechi vedevano, e diede gloria al Dio d’Israele”. Gesù non fu un uomo superficiale, ma profondo e di una sensibilità per il valore della personalità umana ineguagliabile. Fu un uomo con una vita interiore profonda, seria, distinta e con eccellenti capacità espositive. Sapeva parlare al cuore perché, stando ai suoi stessi nemici: “Nessun uomo parlò mai come quest’uomo!” (Gv 7:46).

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