Il termine «predicatore di odio» fa, da alcuni anni, parte del vocabolario corrente: designa qualcuno che utilizza il suo ruolo religioso preponderante per suscitare l’odio e la violenza verso i membri di altre religioni e culture o verso coloro che hanno opinioni politiche differenti. In numerosi atti terroristici, il movente religioso ha un ruolo, ma la violenza motivata dalla religione non ha esordito con gli attentati terroristici di questi ultimi anni, e si presenta sotto forme diverse. Da alcuni anni, ci si interroga nuovamente – soprattutto per quanto riguarda l’islam – sul rapporto tra religione e politica, religione e violenza, e ci si chiede anche se le religioni sono capaci di vivere in pace. Sono comparsi nuovi timori e nuovi spettri. Tuttavia, non si tratta di un problema puramente islamico – questa opinione porterebbe in sé il germe dell’odio e della violenza! – poiché le manifestazioni di violenza riguardano praticamente tutte le religioni.

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