«Cristo è il fine della legge» (Rm 10:4).La frase oggetto del mio studio è molto corta: Telos gar nomou Cristos. Se si vuole dire che Cristo chiude con la legge, occorre dare alla parola tradotta con «fine» (telos) un significato di abrogazione. Questo, personalmente, non mi dà fastidio, perché il centro della mia teologia non è la legge, ma la grazia. Ciò che invece, mi sorprende, come filologo, è che il vocabolo in questione normalmente non ha questa accezione, avendo una notevole ricchezza di significati. Alla mia attenzione si è imposta l’esigenza di verificare se, in Romani 10:4, telos poteva essere tradotto come «abrogazione», oppure in modo più abituale per il greco dell’epoca. In modo particolare, i miei studi sulla nozione di conoscenza nel I secolo, mi avevano familiarizzato con i filosofi ellenisti di quell’epoca, i quali, insoddisfatti delle investigazioni sull’archè, o origine delle cose, avevano portato la riflessione su telos, sulle finalità o obiettivi.

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