Pur avendo, con la sua morte, messo fine al regime legale dell’antica alleanza, Cristo ha proclamato con forza, mediante la vita e l’insegnamento, i principi eterni che sono alla base del decalogo. La sua missione era al tempo stesso quella di salvare l’umanità morendo per essa, e rivelare il carattere e la volontà del Padre suo: «Perché io non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare… Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me» (Giovanni 12:49,50). Piena conformità nel pensiero e nell’azione: ecco ciò che caratterizza i rapporti tra il Padre e il Figlio. Il Padre, come abbiamo visto, non cambia; la stessa cosa possiamo dire del Figlio: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Ebrei 13:8). Poteva egli fare altro che proclamare la santità, l’immutabilità, l’eternità della legge e uniformarvisi? In due dichiarazioni che non danno adito a equivoci, Cristo indica la perennità di questa legge che egli ha d’altra parte osservato in ogni circostanza.

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