La galassia pentecostale e neocarismatica è così estesa che è quasi impossibile riuscire a trovare i punti comuni senza tralasciarne altri che ogni singolo gruppo considera fondamentali. I gruppi carismatici hanno idealizzato la chiesa primitiva come una sorta di «mondo vergine» di cui essi hanno una struggente nostalgia. Tramite la ricerca continua del potente soffio dello Spirito essi sperano di recuperare la prassi dei primi cristiani che si lasciavano guidare dalla «potenza di Dio». Ognuno pone l’accento su una relazione personale, quasi intima, con il Signore Gesù con cui parlano e da cui ricevono rivelazioni, doni, carismi che producono nella loro vita frutti di consacrazione, amore e servizio. I carismatici e i pentecostali auspicano una fede vivente, calorosa, entusiasta ma non un «fuoco di paglia» che non dà consistenza alla loro vita. Praticano le preghiere spontanee e attraverso canti, invocazioni in lingue, balli, si abbandonano alla guida dello Spirito e sono pronti a fare qualsiasi cosa questi gli ordina di fare: piangere, ridere, abbracciare. Quali sono allora le sottolineature compiute dai credenti che appartengono al più grande movimento di risveglio di tutta la storia della chiesa, dalle sue origini fino ai nostri giorni?

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