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Sfide delle malattie a trasmissione sessuale

Serie: Documenti ufficiali

Dichiarazione su Sfide delle malattie a trasmissione sessuale

La Chiesa Cristiana Avventista ha emesso una “Dichiarazione sul modo di affrontare le sfide costituite dalle malattie a trasmissione sessuale”.

Incontrandosi a Foz do Iguacu, in Brasile, i delegati presenti al Consiglio Annuale della Chiesa, hanno votato di approvare la Dichiarazione che identifica i “gravi problemi di carattere etico, medico e sociale derivanti dal crescente permissivismo in campo sessuale e la relativa promiscuita’”. Se da un lato si riconoscono progressi nel trattamento delle malattie, nell’educazione e nella ricerca, la Dichiarazione riconosce il bisogno di continui sforzi in ogni settore, in modo particolare in quelli riguardanti gli aspetti morale e spirituale. La Dichiarazione osserva che “l’astinenza dai rapporti sessuali al di fuori del matrimonio favorisce la salute tanto sessuale che emotiva” e conclude con un appello che invita la Chiesa a sviluppare “senza ulteriore ritardo una strategia su ampia scala di educazione e di prevenzione”. Secondo il Dr. A.R. Handysides, Direttore dell’ufficio dei Ministeri della Chiesa riguardanti la salute, “la Dichiarazione riguarda il nostro atteggiamento riparatore verso quelli che sono sia all’interno della chiesa, sia in maggior numero al di fuori della chiesa, i quali non si comportano secondo gli insegnamenti biblici. Fornisce direttive agli specialisti in campo sanitario, agli ospedali e ad altri organismi e presenta quello che gli Avventisti del 7° giorno hanno da dire su questo soggetto. Sara’ anche di grande aiuto ai pastori e a quanti hanno a che vedere con organizzazioni al di fuori della chiesa le quali possono chiederci quale sia la nostra posizione su questo problema”. Il testo integrale della Dichiarazione dice quanto segue:

Dichiarazione sul modo di affrontare le sfide delle malattie a trasmissione sessuale.

Il mondo contemporaneo si trova di fronte ai gravi problemi di carattere etico, medico e sociale derivanti dal crescente permissivismo in campo sessuale e dalla relativa promiscuita’. Dal momento che i cristiani fanno parte di una piu’ vasta comunita’ sociale, quelle attitudini e quei comportamenti sono penetrati anche nella Chiesa Cristiana Avventista, esigendo che noi ci interessiamo di essi. Le sfide costituite dalle MTS (Malattie a Trasmissione Sessuale) sono tanto serie, che le Nazioni Unite, congiuntamente alla maggior parte dei governi mondiali, alle comunita’ di cure sanitarie, ed insieme ai responsabili religiosi, politici ed economici, hanno istituito una serie ricerche a livello superiore e di programmi educativi che mirano alla prevenzione e al trattamento delle malattie. L’obiettivo e’ quello di prevenire, curare e ridurre al minimo gli effetti o quanto meno rallentare la diffusione di tali malattie. Particolarmente a rischio sono i giovani in eta’ puberale e il numero sempre crescente di giovani nel momento in cui sono particolarmente vulnerabili alle pressioni dei loro coetanei. E’ necessario uno sbarramento da parte dei “media” per quei messaggi dei loro coetanei che considerano le esperienze sessuali occasionali al di fuori del matrimonio come accettabili e del tutto normali. Molti giovani sono sessualmente attivi in eta’ adolescente, e diventano ben presto affermati secondo i modelli di attivita’ sessuale. In stretto rapporto con l’incremento dell’attivita’ sessuale, e’ l’aumento delle MTS associate a gravi problemi di carattere fisico ed emotivo. Progressi sono stati realizzati in diverse direzioni: la ricerca ha fornito dati molto piu’ accurati.

Sono stati documentati i benefici derivanti dall’uso dei condoms (profilattici) per ridurre il rischio di gravidanze indesiderate e la diffusione di MTS.

Sono stati riconosciuti i rischi derivanti dalla promiscuita’.

Terapie piu’ efficaci hanno ridotto la diffusione e l’aumento di molte malattie a trasmissione sessuale (MTS).

Sono stati riconosciuti i rischi di danni emotivi a lungo termine derivanti dall’attivita’ sessuale occasionale, ed e’ aumentato l’appoggio alla posizione secondo la quale l’astensione da rapporti sessuali extra coniugali promuove la salute tanto fisica quanto emotiva.

Tali progressi, nonostante i loro limiti, si sono dimostrati benefici e dovrebbero essere incoraggiati, visti i loro effetti positivi. I terapisti avventisti dovrebbero essere incoraggiati a partecipare alla promozione di tali sforzi ed a meritarsi l’appoggio dei membri di chiesa quando lo fanno. Un approccio attivo verso questi seri problemi e l’uso di appropriati interventi non debbono in nessun modo essere considerati come approvazione o incoraggiamento all’attivita’ sessuale al di fuori del matrimonio o come infedelta’ all’interno del matrimonio. Al contrario, tali sforzi debbono essere visti come tentativi pieni di compassione atti a prevenire o a ridurre le conseguenze negative di determinati comportamenti sessuali. A volte i familiari, i pastori, gli insegnanti, i consulenti, i medici ed altri impegnati professionalmente ad aiutarli, possono venire a trovarsi a lavorare con persone che, nonostante i pressanti consigli, rifiutano di abbandonare il decadimento sessuale per vivere secondo gli elevati standard di moralita’ di Dio. In questi casi coloro che hanno la responsabilita’ di questo servizio, potrebbero, come estrema risorsa, consigliare ad individui particolari l’uso di metodi contraccettivi e profilattici quali l’uso dei condom, allo scopo di prevenire gravidanze indesiderate e ridurre il rischio di quelle malattie MTS che producono gravi danni. E’ necessaria la massima cura quando si interviene in questo modo, onde mettere bene in chiaro alla/e persona/e ed ai membri della comunita’ interessata che questa misura estrema non deve in alcun modo essere fraintesa come una approvazione scritturale sulla intimita’ sessuale extra coniugale. Tale atto da parte di professionisti, dovrebbe essere considerato temporaneo ed utilizzato solo in casi particolarissimi. Quantunque tali interventi possano richiedere un certo tempo perche’ la grazia compia la sua opera nei cuori umani, non forniscono una soluzione vitale a lungo termine. La Chiesa non deve mai perdere di vista la necessita’ di trarre il massimo da ogni opportunita’ data per riaffermare la saggezza del piano di Dio riguardante la sessualita’ degli esseri umani, invitando uomini e donne a mantenere i piu’ elevati principi di condotta morale.

Principi biblici

Benche’ gli sforzi sopra descritti risultino per molti versi benefici, essi costituiscono soltanto una risposta alle reali situazioni create dall’impatto del peccato. Nelle Scritture Dio ha presentato un piano superiore per l’uso del Suo dono della sessualita’. Basato su una serie di principi-guida, esso presenta in termini pratici l’ideale divino per il suo popolo chiamato a vivere in un mondo colpito dal peccato.

1. L’intimita’ sessuale e’ riservata al matrimonio. La sessualita’ e’ un dono d’amore del Creatore all’umanita’ (Genesi 1: 26,27). L’Evangelo invita i credenti ad una rivalutazione e ad una gestione della loro sessualita’ in armonia con i piani divini (1° Corinzi 3:16,17; 6:13-20; Efesini 5:1-8; Filippesi 1:27; 1°Tessaloncesi 4:3-7). Nel piano di Dio, l’intimita’ sessuale e’ riservata ad un uomo e ad una donna all’interno del loro contratto matrimoniale (Genesi 2:24,26; Esodo 20:14; Proverbi 5; Cantico dei Cantici 4:12; 8:8-10; 2:6,7; 3:5; 8:3,4; Osea 3:3; Ebrei 13:4). La fedelta’ in campo sessuale all’interno del matrimonio e’ decisiva per dare l’idea di una piena comprensione della metafora di Dio nel paragonare il matrimonio al suo rapporto con il suo popolo (Isaia 54: %; Osea 2: 14-23; 2°Corinzi 11:2; Apocalisse 19: 6-9; 21:9).+

2. L’intimita’ sessuale extra coniugale e’ immorale e dannosa. Essa ha effetti nocivi sugli individui (Levitico 18:3-6; Romani 1: 24-27; 1°Corinzi 6:18), come pure sui rapporti matrimoniali (Proverbi 5:1-23). E’ identificata dalla Scrittura come parte di una vita peccaminosa (Galati 5:19; Colossesi 3:5).

3. Dio riconosce la debolezza umana. La sua volonta’ divina per gli esseri umani e il suo piano per la creazione e’ immutabile (Malachia 3:6; Matteo 5:17-20; Atti 20:27). Il suo amore infinito per gli esseri umani e il suo piano della redenzione sono altrettanto immutabili (Giovanni 3:16; Romani 5:8; 8:35-39; Efesini 1: 1-14; 3:14-19; 1°Giovanni 4: 7-10).Il messaggio evangelico, imperniato su Gesu’ Cristo, unisce assieme queste verita’ (Salmo 85:10; 1°Giovanni 2:1,2). La grazia di Dio e’ l’unica speranza per l’umanita’ decaduta (Romani 3:23,24; 5:1,2,20; Efesini 2:1-5). Egli e’ paziente misericordioso verso la debolezza umana (Numeri 14: 18,19; Salmo 86:15; 103:13,14; Osea 11:8,9; Giona 3:1; 4:10,11; Matteo 23:37; 1°Timoteo 1:15,16). Benche’ la grazia di Dio non conceda di peccare (Romani 6:1,2), e’ tramite questa grazia che Dio compie il suo piano di redenzione nelle circostanze derivanti dal peccato (Romani 5:12-21). Il modo di agire pratico di Dio nei casi di divorzio (Deuteronomio 24:1-5; Esdra 10:10,11; Matteo 19:7,8), di poligamia (Esodo 21:10; Deuteronomio 17:17; 21:15-17; Matteo 19:4,5), l’introduzione dell’uso della carne nell’alimentazione (Genesi 1:11,12,29,30; 9:3; Levitico 3:17; 11:47), e i provvedimenti per un monarca terreno (1°Samuele 8:7; 10:19; Osea 13:11), offrono esempi di interventi al di la’ degli ideali di Dio. Tramite questi casi, vediamo la Sua grazia all’opera in un mondo deformato dal peccato.

4. La Chiesa svolge la sua missione in un mondo decaduto. Le condizioni esistenti sono in stridente contrasto con gli ideali di Dio. Sia i credenti che i non credenti sono vulnerabili verso la immoralita’ sessuale come una delle tragiche conseguenze del peccato (Giovanni 17:15; 1°Giovanni 2:15). La Chiesa e’ chiamata a servire tanto i credenti che i non credenti rivolgendosi ed appellandosi ai peccatori (Matteo 28:19; Marco 2:17; 2°Corinzi 5:20,21), a favorire la crescita dei credenti (Efesini 2:19-22; 4:11-13,15; 1°Tessaloncesi 5:11; 2°Pietro 3:18), a valorizzare al massimo ogni individuo (Isaia 43:3,4,7; Matteo 12:12; Luca 12:7; 15:1-32; 1°Pietro 1: 18,19), a proteggere i deboli ed i vulnerabili (Romani 15:1; 1°Tessalonicesi 5:14; Ebrei 13:3), a promuovere e preservare la vita e la salute (Giovanni 10:10; 1°Corinzi 6:19; 3°Giovanni 2), e ad invitare uomini e donne a rafforzare la loro elevata posizione di santo e scelto popolo di Dio (Efesini 4:1; 5:8; 1°Pietro 1: 15,16; 2: 5,9). Il ministero della Chiesa ha la duplice missione di incontrare gli individui la’ dove essi sono (1°Corinzi 3:1,2; 7:1-28), e di invitarli ad un livello superiore di esperienza (Luca 19:5-10; Giovanni 8:3-11; Atti 17: 18-34).Un processo di sviluppo spirituale e’ anticipato nella vita cristiana. Il cambiamento nella vita cristiana comporta sia la conversione (Giovanni 3:3-7; Atti 3:19; Romani 12:2; 2°Corinzi 5:17), che la crescita (Proverbi 4:18; Luca 2:52; Efesini 3:17-19; 4:11-15; 2°Pietro 3:18). Alla conversione, i credenti accettano come propria la vita perfetta di Cristo per mezzo della fede, e sperimentano una trasformazione di valori guidata dallo Spirito (Giovanni 3:5; Galati 2:20). Delle forze tanto esterne quanto interiori possono provocare delle ricadute nel pensiero o nella condotta (Galati 5:16-18; 1°Giovanni 3:20), ma l’accettazione del processo promosso dalla grazia nella vita cristiana (1°Corinzi 15:10; Filippesi 3:12-14; Colossesi 1: 28,29), e il ricorso alle risorse provviste da Dio (Romani 8:5-7; Galati 5:24,25) produrranno la crescita all’immagine di Cristo (Galati 5:22-25; Efesi 5:1). Le Scritture invitano gli esseri umani a progredire moralmente e spiritualmente nella loro vita (Luca 2:52; 1°Corinzi 3:11; 14:20). Fare dei piani per facilitare tale crescita e’ parte integrale dell’adempimento del mandato evangelico (Matteo 28:20; Efesini 3:14-24). E’ compito dell’educazione religiosa realizzare lo sviluppo individuale e presentare la verita’ in modo che possa essere compresa da coloro che l’odono (Matteo 11:14), facendoli tendere in avanti ma non cadere (Romani 14:1-21; 1°Corinzi 8:9-13). Benche’ qualche concessione possa essere fatta per persone non istruite o immature (Matteo 13:34; Giovanni, 16:12; Atti 17:30; 1°Corinzi 3:1,2), la maggior parte degli individui dovrebbe progredire verso una piu’ completa comprensione della volonta’ di Dio (Giovanni 16:13) ed una piu’ piena espressione di amore per Dio e per il prossimo (Matteo 22:37-39; Giovanni 13:35; 8:9; 13:11; 1°Giovanni 3:14; 4:11,12). Con la benedizione di Dio, la chiara presentazione dell’evangelo ed una attenta cura per il processo di creazione di discepoli, portera’ frutti spirituali anche tra coloro che sono stati coinvolti in peccati di natura sessuale (1°Corinzi 6:9-11).

Implicazioni.
1. La Chiesa conferma il modo biblico di considerare la sessualita’ come un salutare attributo della natura umana creato da Dio perche’ venisse gustato ed usato responsabilmente nel matrimonio come componente dell’essere cristiano.
2. Alla Chiesa e’ affidato il compito di condividere una visione biblica della sessualita’ umana in modo volontario e culturalmente sensibile. Si deve porre l’enfasi sull’apprezzamento e la comprensione del corpo umano e delle sue funzioni, sostenendo la castita’ sessuale al di fuori del matrimonio e la fedelta’ al suo interno, sviluppando le capacita’ per le decisioni necessarie e per la informazione sui comportamenti sessuali. La Chiesa ha il compito di trasmettere la verita’ in base alla quale il cattivo uso della propria sessualita’ e l’abuso di potere in un rapporto, sono contrari all’ideale di Dio.
3. La Chiesa invita le persone a dedicarsi davanti a Dio all’astinenza al di fuori del matrimonio, e alla fedelta’ sessuale nei confronti del proprio coniuge. A prescindere dalla sana espressione dell’intimita’ sessuale del matrimonio, l’astinenza e’ l’unica e sicura via morale per il cristiano. In qualsiasi altro contesto, l’attivita’ sessuale e’ tanto dannosa quanto immorale. Questo elevato livello di condotta rappresenta il piano di Dio per l’uso di questo suo dono, e i credenti sono invitati ad appoggiare questo ideale, senza tener conto dei comportamenti prevalenti e della cultura che li circonda.
4. La Chiesa riconosce la colpevolezza dell’umanita’. Gli esseri umani commettono sbagli, usano poco discernimento, e possono deliberatamente scegliere di impegnarsi in pratiche sessuali contrarie agli ideali di Dio. Altri forse non sanno a chi rivolgersi per avere aiuto per vivere una vita sessuale pura. Nulla puo’ tuttavia evitare a tali persone le conseguenze cui vanno incontro per essersi allontanate dal piano divino. Le ferite sul piano emotivo e spirituale provocate da una attivita’ sessuale che viola il piano di Dio, lasciano inevitabilmente delle segni. Ma la Chiesa estende il ministero della misericordia di Cristo e della grazia, offrendo il perdono di Dio, la guarigione e il potere restauratore. Deve cercare di offrire il supporto personale, spirituale ed emotivo che permettera’ a chi e’ ferito di impadronirsi delle risorse dell’Evangelo. La Chiesa deve anche aiutare le persone e le famiglie ad individuare e ad accedere alla rete di risorse professionali disponibile.
5. La Chiesa riconosce come moralmente accettabile l’uso di misure contraccettive, compresi i condoms (preservativi) da parte della coppia di coniugi per il controllo delle nascite. 1. I condoms sono particolarmente indicati in alcuni casi in cui, per esempio, uno dei coniugi sia stato esposto od abbia contratto una malattia a trasmissione sessuale, ponendo cosi’ il coniuge ad elevato rischio di infezione. D’altra parte l’uso di condoms in rapporti prematrimoniali o extra coniugali, come tentativo di abbassare il rischio di gravidanze non desiderate, solleva questioni di carattere morale. Tali questioni debbono essere considerate nel contesto del piano divino riguardante la sessualita’ umana, il rapporto tra l’intento creativo di Dio e la sua considerazione della debolezza umana, il processo di crescita spirituale e di sviluppo morale negl’individui e la natura della missione della Chiesa. Sebbene i condoms si siano dimostrati in qualche modo efficaci nell’evitare gravidanze indesiderate e contagio di malattie, 2. questo non rende il sesso al di fuori del matrimonio come accettabile dal punto di vista morale. Ne’ questo fatto evita i danni morali risultanti da tale comportamento. L’appello della Chiesa sia ai giovani che agli adulti, ai credenti come ai non credenti, e’ quello di vivere condegnamente alla grazia estesa in Cristo a tutti noi, attingendo il piu’ possibile alle risorse umane e divine per vivere secondo l’ideale divino per la sessualita’.
6. La Chiesa riconosce che nei casi in cui un coniuge corre il rischio di trasmettere o contrarre una malattia a trasmissione sessuale, quale ad esempio il Virus della Immunodeficienza Umana (HIV) dal proprio coniuge, l’uso del condom non e’ soltanto moralmente accettabile, ma fortemente raccomandato, se i coniugi decidono di continuare ad avere rapporti sessuali. Coloro che usano i condom devono essere informati sui limiti della loro efficacia nel prevenire la trasmissione dell’infezione HIV, e sull’importanza del loro corretto uso. Ci troviamo di fronte ad una crisi che minaccia la vita e il benessere di molte persone, inclusi i membri di chiesa. Sia i giovani che gli adulti sono in pericolo. La Chiesa deve mettere a punto senza indugio una strategia di vasta portata di educazione e prevenzione. Tutte le risorse della sanita’, dei servizi sociali, dell’educazione, pastorali e di altri professionisti tanto all’interno della Chiesa che al di fuori, debbono essere mobilitate. Questa crisi richiede priorita’ ed attenzione, utilizzando ogni mezzo lecito ed ogni risorsa a disposizione della Chiesa per raggiungere la famiglia, la scuola, la chiesa e la comunita’. Il destino di un’intera generazione di esseri umani e’ in gioco, e noi siamo impegnati in una gara contro il tempo.

Questa dichiarazione e’ stata votata dal Comitato Esecutivo della Conferenza Generale della Chiesa Avventista del 7° giorno al Consiglio Annuale svoltosi a Iguazu Falls, in Brasile, dal 29 settembre al 6 ottobre 1998.
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1. Vedere Controllo delle nascite: Una Dichiarazione di consenso degli Avventisti.
2. Le richerche indicano che i condoms, quando vengono usati correttamente, hanno un successo pari al 97% circa nella prevenzione di gravidanze indesiderate, e del 85-90% di successo nella prevenzione della trasmissione di virus, secondo l’uso abituale da parte della popolazione. In quei gruppi che li usano correttamente, l’efficacia e’ pari al 97% circa.